Giochi e Società

Flash News di Giochi e Società

interrogazione Idv su norme antimafia per titolari di concessioni

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ROMA - Il senatore dell'Idv Stefano Pedica ha presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia per sapere "quali motivazioni abbiano indotto il Governo a modificare la precedente normativa sicuramente più idonea a contrastare la presenza delle mafie nel settore del gioco" e se "il Governo non ritenga opportuno optare nuovamente per una revisione normativa della materia, così uniformandosi, tra l'altro, anche all'ultima relazione della Commissione Antimafia". Il senatore si riferisce alla modifica apportata dalla Camera al testo del decreto fiscale presentato dal Governo che, "anziché contrastare efficacemente il pericolo di infiltrazioni criminali in un settore molto delicato, limita il divieto di concessione ai soli condannati e al coniuge non separato", indebolendo "la capacità dello Stato di contrastare la presenza delle mafie nel ricco settore del gioco legalizzato".

 

Progetto di legge su divieto pubblicità sul gioco assegnato a Comm.i Finanze e Attività produttive

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camera

ROMA - Il progetto di legge presentato dal deputato del Pdl Benedetto Francesco Fucci sul «Divieto della propaganda pubblicitaria del gioco d'azzardo e norme per la prevenzione e la cura della ludopatia» è stato assegnato alle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera, con il parere delle Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Cultura, Trasporti, Affari sociali, Politiche dell'Unione europea e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

 

Astro: leggi regionali pericolose per la sopravvivenza del gioco lecito

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astrologo

ROMA - Lo strumento delle leggi regionali potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza del gioco lecito: è l'opinione dell'associazione dei gestori Astro che, in una nota, spiega come la recente approvazione di una legge regionale in Liguria - che vieta l’apertura di nuovi locali dedicati al gioco e obbliga a rimuovere ogni apparecchio awp da tutti gli esercizi pubblici sottoposti a licenza comunale entro 5 anni - si traduca "nell’espulsione del gioco lecito dai territori". La portata di "tale provvedimento è notevole" perchè "non ci troviamo più al cospetto di mere restrizioni all’apertura di sale giochi, ma a vere e proprie interdizioni imprenditoriali": dal momento che "le leggi regionali possono essere impugnate solo per il tramite della presidenza del Consiglio", ai privati resta quindi solo la possibilità di presentare ricorso sulla costituzionalità delle leggi ai singoli Tribunali amministrativi regionali, che eventualmente inoltreranno il provvedimento alla Consulta.
"Alle associazioni di categoria compete l’onere di “avvisare” il M.E.F. della portata del provvedimento in termini di impatto occupazionale e di calo della raccolta - conclude la nota di Astro - mentre alla politica, ora, compete la decisione finale sulle sorti a cui affidare il “suo” sistema gioco lecito".

 

Consiglio di Stato su nuove penali Slot: in decisione ricorsi HBG

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Palazzo_Spada

ROMA - Vanno direttamente in decisione i ricorsi presentati da HBG in Consiglio di Stato sulle penali rimodulate per le New Slot.
Il Consiglio di Stato ha già accolto con sentenze simili gli appelli degli altri 9 concessionari.
Il Consiglio di Stato ha già accolto con sentenze favorevoli i ricorsi presentati dalle altre nove società concessionarie evidenziando "l’assenza di prova della sussistenza di un danno effettivo per l’Amministrazione, nonché la presumibile non imputabilità" della concessionaria in merito ai ritardi nell’attivazione della rete telematica, alla base delle penali comminate.
A novembre 2009 il Tar Lazio aveva confermato le nuove penali sulla gestione telematica delle new slot comminate dai Monopoli di Stato dopo la modifica della convenzione, per circa 10 milioni di euro complessivi, relativi a tre diverse penali per ognuna delle dieci società concessionarie.
Domani al Tar Lazio verrà discusso il ricorso di quattro società (altre sei hanno già discusso il ricorso mercoledì 9 maggio), relativo alla quarta voce di penale, che complessivamente ammonta a 70 milioni di euro.

 
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